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Clonazione
 
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Li confondo sempre: Mormoni, Testimoni di Geova. Arrivano alle ore più impensate, anche di mattina presto. Certo che sono strani. È pieno di sette, di chiese, di gruppi religiosi un po’ bizzarri. Come quelli degli UFO. Chi sono quegli americani che sostengono di essere extraterrestri, o che gli extraterrestri stanno venendo a salvarci? Ral, no Rahel, sì, raheliani si chiamano. Sono quelli che dicono di aver clonato una bambina. Ma mica sarà vero. Non hanno portato nessuna prova.
Loro no, ma prima o poi qualcuno lo farà, di clonare anche un uomo. Rane, pecore le hanno già clonate. Quella povera Dolly, adesso è morta; giovanissima, ed era piena di acciacchi come una pecora vecchia. No, non si può pasticciare così con la vita. Ecco quello che succede. Eppure, qualcuno sostiene che degli esseri umani siano stati già clonati da qualche parte, ma che la notizia non sia stata diffusa. Addirittura già alla fine degli anni settanta, c’era quel libro, In His Image era il titolo, era uscito nel 1978, diceva che un riccone si era fatto clonare, si era fatto un figlio tale e quale a lui. Polemiche a non finire. L’autore era un giornalista scientifico, Rorvik si chiamava, mi pare, sì, Rorvik, ma gli hanno dato addosso tutti, bugiardo, profittatore. Mah, forse nel 78 le biotecnologie non erano abbastanza sviluppate, ma oggi credo che si potrebbe. Anche un uomo. Clonare un uomo.

Per fare una clonazione ci vuole sempre un essere di sesso femminile che porti avanti la gravidanza. Però la fecondazione non avviene nel solito modo. È lo scienziato che preleva il nucleo da una cellula somatica, una cellula adulta del corpo insomma, non uno spermatozoo, e lo sostituisce al nucleo di una cellula uovo. Insomma la cellula uovo non ha più il suo nucleo ma il nucleo della cellula di un’altra persona. E quindi i cromosomi non si mescolano, quelli di mamma e quelli di papà, ma rimangono tali e quali i cromosomi della persona da cui è stata prelevata la cellula somatica, che si chiama “donatore.” Perciò, quando l’embrione si sviluppa e poi nasce il bambino, ha esattamente lo stesso corredo genetico del genitore o della genitrice: lo stesso sesso, lo stesso colore degli occhi, le stesse ossa, la stessa corporatura.
Se mi facessi clonare io, verrebbe fuori un bambino che sarebbe esattamente come me quando ero piccolo. E chissà se poi crescerebbe esattamente come sono cresciuto io, chissà se avrebbe il mio carattere, se farebbe le stesse esperienze che ho fatto io?

Eh, questo non è detto. Conta di più la predisposizione data dai geni o l’influenza dell’ambiente – la gente che incontri, le esperienze che fai? Certamente contano tutte e due, ma l’esperienza può indirizzare una persona in una direzione diametralmente opposta a quella prevista dal corredo genetico? E chi lo sa? Però è evidente che le condizioni ambientali possono determinare dei cambiamenti nell’individuo: quindi, se io mi facessi clonare, è quasi sicuro che il mio clone non si svilupperebbe esattamente come me, se non altro perché tra la mia infanzia e la sua sarebbero passati venti o trent’anni o più, e la società, l’ambiente, le condizioni di vita e le opportunità in questo periodo di tempo sono cambiate moltissimo.

Comunque rimane un problema etico, o morale: sarebbe giusto clonare un essere umano? A quanto leggo, il mondo scientifico è quasi tutto contrario, e i favorevoli sembrano essere più che altro sette un po’ bislacche come i raheliani o personaggi scientificamente marginali. Però, perché escludere una possibilità anche se attualmente la maggioranza degli esperti è contraria? Be’, una cosa mi sembra sicura: che sia giusto o no clonare un essere umano non può dipendere dal fatto che l’essere clonato sarebbe una copia esatta del donatore, e quindi perderebbe la propria individualità. Desiderabile o meno che sia, questo fatto non può succedere, perché l’ambiente fa la sua parte, e impedisce che la vita di una persona sia la replica esatta di quella di un’altra. D’altra parte, anche in natura esistono casi di persone che hanno esattamente lo stesso corredo genetico, e sono i gemelli monozigoti.

Ma in conclusione: che argomento ci può essere a favore della clonazione di un essere umano? Credo che ce ne sia quasi solo uno: la libertà di generare un discendente nel modo che il genitore ritiene migliore. È vero che la clonazione è un modo, diciamo così, “innaturale” di generare un figlio, nel senso che in natura nessun essere vivente basato sul sesso si riproduce così: ma quante cose facciamo, ormai, in modo diverso da come si fanno “in natura”? Non cuciniamo forse il cibo, non andiamo in automobile e in aereo, non costruiamo grattacieli? E se la scienza e la tecnica mi mettono a disposizione un modo nuovo per fare una cosa che prima facevo in altro modo, perché non devo poterla fare? Anche all’obiezione che, così facendo, si influenzerebbe in modo eccessivo la personalità del bambino, si può rispondere che questa è una cosa che tutti i genitori fanno già nei primi anni di vita, anche nei confronti dei bambini che nascono in modo normale.

Ma quelli che si oppongono alla clonazione umana potrebbero obiettare che questa libertà del donatore di perpetuarsi come meglio crede urta contro la libertà del clonato di autodeterminarsi in futuro: perché comunque un essere umano che nasce con lo stesso corredo genetico di un genitore è meno libero di uno che nasce in modo tradizionale, in seguito al mescolarsi casuale di due diversi set di cromosomi. Potrebbero sostenere che la clonazione nega la dignità dell’essere umano, perché vincola una persona a una “storia” e a una relazione esclusiva con un’altra persona, il donatore. Potrebbero mettere in guardia dai rischi a cui va incontro il clonato, visto che occorrono un grande numero di tentativi perché una clonazione riesca, e non ci sono garanzie che l’inserzione del nucleo del donatore nella cellula uovo dell’ospite avvenga senza danni. E soprattutto chi si oppone alla clonazione potrebbe sostenere che nessun essere umano dovrebbe avere sull’esistenza altrui un dominio tale da programmarne l'identità biologica, o da selezionarla con criteri arbitrari e strumentali.

Be’, sto facendo tardi. E il dubbio mi rimane: si può permettere o no la clonazione di un essere umano?.

Antonio Caronia.
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