Certo, chi l’avrebbe detto? Questi
OGM stanno facendo un chiasso che la metà basta. Tutti
ne parlano: giornali, televisioni, si fanno delle leggi in parlamento.
Adesso anch’io sto attento alle etichette dei prodotti,
per vedere se quello che mangio contiene OGM.
Il mais mi piace, ma confesso che sono
un po’ turbato al pensiero che potrebbe essere diverso
da quello che ho sempre mangiato. Mi sento garantito dal fatto
che l’Europa ha delle leggi che controllano l’uso
e il consumo degli organismi geneticamente modificati. Negli
Stati uniti non è così. Lì tutti hanno
cominciato a usarli. Si preoccupano di meno, laggiù.
Non gli importa se possono essere pericolosi. Chissà
chi ha ragione? Gli europei a essere così cauti, o gli
americani a essere così disinvolti? Be’, in effetti
sinora non mi pare di aver sentito nessun caso di persona che
sia stata male per aver mangiato degli OGM. Ma può darsi
che mi sia sfuggito qualcosa.
Ma insomma, cosa sono questi OGM?
Dunque, qua dice: “Il cibo transgenico deriva da piante
o animali il cui codice genetico sia stato modificato dal DNA
proveniente da altre razze o da altre specie.”
In effetti i sostenitori della manipolazione genetica dicono
che modificando il DNA di certe piante si possono creare varietà
più resistenti ai parassiti o alle malattie, e quindi
migliorare i raccolti. Ecco qua: hanno modificato il DNA di
una nocciolina e ne hanno rimosso una proteina che provoca allergie.
La nocciolina è più sicura. Oppure questa soia:
è stato inserito il gene di un batterio che la rende
resistente agli erbicidi, così la pianta può essere
irrorata denza esserne danneggiata. Questo mais geneticamente
modificato, invece, produce le tossine di un batterio che uccide
alcuni insetti nocivi: così si può ridurre l’uso
dei pesticidi, che danneggiano altri animali e anche gli uomini.
Eh, però non è così
semplice. Gli scienziati e gli ecologisti che sono contrari
agli OGM sostengono che non è affatto vero che le piante
transgeniche hanno ridotto l’uso dei pesticidi. E soprattutto
dicono che non ne sappiamo abbastanza sulle conseguenze di questi
OGM, e che al momento attuale non possiamo prevedere i danni
che potrebberto fare alle generazioni future.
Ho registrato una trasmissione alla TV
con quel biologo che parlava contro gli OGM. C’era anche
un appello internazionale che parlava dei pericoli di brevettare
le specie viventi.
Allora, lo chiamano “principio di precauzione”:
fino a che non siamo sicuri che gli OGM non producono effetti
nocivi, questi non dovrebbero essere coltivati a cielo aperto
e neanche commercializzati. Ma il problema sembra proprio quello
che gli OGM sono sostenuti da alcune imprese di biotecnologie
e da poche multinazionali dell’agricoltura e dell’alimentazione,
che li mettono sul mercato. E come si fa a chiedere a un’azienda
di non realizzare dei profitti?
Poi c’è il problema di nutrire
così tante persone al mondo. I cibi transgenici forse
possono risolvere questo problema: con l’agricoltura tradizionale
come si farebbe? Oggi siamo sei miliardi sulla terra, nei prossimi
vent’anni saremo otto miliardi. E già oggi ci sono
800 milioni di persone che sono malnutrite. Pensiamo alla Cina:
ha il 23% della popolazione mondiale, ho letto, ma solo il 7%
del terreno coltivabile. Gli OGM hanno una resa molto migliore,
e possono essere migliorati a piacere.
Cosa diceva sulle vitamine? Ah, ecco:
ci sono 125 milioni di persone al mondo che soffrono di carenza
di vitamine per via della cattiva alimentazione. E in Svizzera
stanno sperimentando questo riso transgenico, il riso golden;
gli hanno aggiunto dei geni della giunchiglia e di qualche batterio,
per renderlo molto più ricco di vitamina A. Be’,
così si potrebbe risolvere il problema delle vitamine.
Però, però, non va bene. Senti cosa dice questo
biologo. Il problema con gli OGM è che per avere un raccolto
dalle caratteristiche costanti, le sementi transgeniche vanno
ricomprate ogni anno dall’azienda che le produce. Anche
perché l’azienda non vuole vendere i suoi semi
una volta sola, vuole che tutti gli anni il contadino si serva
da lei. E quindi cerca di fare di tutto per rendere inservibili
le sementi tradizionali. Dove va a finire la libertà
del contadino? Gli agricoltori diventano dipendenti dall’azienda
agrochimica che fornisce i semi e tutte le sostanze collegate,
e quest’azienda può strozzare l’agricoltore
quando vuole. Anche perché poi queste aziende sono poche,
pochissime. È vero, dicono i sostenitori dell’OGM
che si potrebbero applicare le leggi antritrust che ci sono
negli Usa, o sostenere la concorrenza con dei fondi speciali.
Ma si potrà davvero fare così?
Forse il problema sono davvero i brevetti
sui geni. Negli Usa ne hanno già rilasciati 2000, di
brevetti, e ci sono 6.500 richieste depositate dalla sola Celera
Genomics, quell’azienda scientifica che ha fatto quasi
tutta la mappatura del genoma umano. Questo diceva quel biologo.
Che bisognerebbe finanziare maggiormente la ricerca di base,
e non consentire i brevetti sui geni. È sempre il solito
problema: C’è un modo per risolvere i problemi
dell’umanità con la solidarietà e l’aiuto
reciproco, o bisogna rassegnarsi al fatto che le cose vanno
a posto solo se qualcuno ci trova un tornaconto economico sufficiente?
Intanto,
io continuo a controllare le etichette. Ma se avessero ragione
i sostenitori dei brevetti? Mi chiedo: è giusto brevettare
il patrimonio genetico degli esseri viventi, o no?
Antonio Caronia.
DemoKino - Virtual Biopolitical Parliament - GMO.