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Matrimonio
tra persone dello stesso sesso |
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Vediamo un po’ la posta di oggi.
Valentina che mi fa gli auguri…
Pubblicità… Non ne posso più di tutto questo
spamming. Devo mettere uno di quei programmi che filtrano la
posta... Ah, ecco Giovanni dall’Olanda. Mi scrive più
spesso da quando si è trasferito lì per lavoro…
Bene! Ha registrato l’unione con Andrea. Sono contento
per lui. Adesso sono come marito e moglie [ridacchia]. Siamo
amici da tanto tempo, ma mi sembra lo stesso una cosa buffa.
Bene, in Olanda lui e Andrea hanno potuto
registrarsi come coppia, ma è l’unico paese al
mondo, credo, in cui due omosessuali possono fare una cosa del
genere. Giovanni mi ha fatto una testa così, quando stava
qui, sul diritto degli omosessuali a sposarsi. Adesso loro sono
soddisfatti, e a me ovviamente fa piacere, visto che Giovanni
è mio amico, però i miei dubbi rimangono. E altrimenti,
perché ci sarebbero ancora tante discussioni, e così
accanite?
Certo, è una questione morale, ci sono in gioco delle
convinzioni religiose. In effetti, chi sostiene che il matrimonio
è una questione essenzialmente religiosa e che i governi
non dovrebbero metterci il naso, di solito è contrario
al matrimonio fra omosessuali proprio perché ha una concezione
sacra del matrimonio. Però a questo si può obbiettare
che il matrimonio ha anche degli aspetti civili e sociali, che
non dipendono dalle convinzioni religiose: e i governi fanno
delle leggi su questi aspetti, non certo su quelli religiosi.
Se no, sarebbe come dire che il governo non può fare
una legge che punisca l’assassinio perché tanto
c’è già uno dei Dieci Comandamenti che lo
vieta.
Quindi è meglio lasciare da parte
gli aspetti religiosi, anche se forse c’è qualche
omosessuale che vorrebbe vedere riconosciuta e legittimata la
propria condizione anche dalla Chiesa. Ma l’aspetto religioso
in quanto tale non può mica essere discusso. No, gli
omosessuali rivendicano la possibilità di sposarsi fra
persone dello stesso sesso come un diritto civile. E anche perché
ci sono degli aspetti pratici legati al matrimonio: tasse, pensioni,
assistenza sanitaria: se la tua unione è riconosciuta
come matrimonio le cose vanno in un modo, se vivi con una persona
dello stesso sesso e quindi non sei considerato sposato le cose
vanno diversamente.
Quando discutevo con Giovanni avevo trovato
dei siti su Internet in cui erano raccontati diversi casi di
omosessuali che avevano avuto problemi perché non erano
sposati.
Ecco, qui c’è il caso di questo David Wilson, che
sta con un certo Robert Compton, il quale ha dei problemi di
salute, e a volte ha bisogno di cure di emergenza. Bene, Wilson
ha paura che si ripeta quanto gli era successo col partner precedente,
con cui era stato tredici anni, il quale ebbe un attacco cardiaco,
venne ricoverato e poi morì, e Wilson non poté
stargli vicino in ospedale perché veniva considerato
un estraneo, non essendo né un consanguineo né
il suo coniuge riconosciuto.
Oppure questa coppia di lesbiche, Gloria Bailey e Linda Davies,
che stanno insieme da più di trent’anni, sono vicine
all’età della pensione: nel caso che una delle
due morisse, l’altra dovrebbe pagare più tasse
sulla casa e un onorario più alto al loro analista che
se fossero sposate. Per non parlare delle difficoltà
e dei problemi che hanno tutte le coppie gay o lesbiche ad adottare
figli, o a vedere riconosciuto il loro ruolo di genitori dopo
che li hanno adottati.
Giovanni insisteva spesso, con me, che
gli omosessuali che chiedono il diritto di farsi una famiglia
dimostrano un alto senso di responsabilità sociale, e
che la società dovrebbe essere grata agli omosessuali
che vogliono sposarsi, perché canalizzando la propria
energia sessuale in direzione di una istituzione contribuiscono
alla stabilità, alla crescita sociale e alla protezione
dei più deboli, e abbassano il tasso di egoismo e di
disordine sociale. Insomma: il matrimonio fra omosessuali non
solo è un diritto, ma sarebbe una pratica di cui beneficerebbe
tutta la società.
Be’,
quelli che sono contrari mettono in dubbio proprio questo: per
loro il matrimonio fra omosessuali è una forza di disgregazione
sociale, perché loro hanno un’altra idea del matrimonio.
Il matrimonio non è solo la regolarizzazione dell’unione
fra un uomo e una donna, dicono, ma un’istituzione sociale
il cui fine principale è incoraggiare e inquadrare la
riproduzione della specie. Per questo l’unione fra due
persone di sesso diverso deve essere considerata un matrimonio,
e quella fra due persone dello stesso sesso non può esserlo:
perché la prima ha un potenziale riproduttivo, e la seconda
no. Queste persone considerano una sciagura la separazione fra
sesso e procreazione che si sta facendo strada nel mondo contemporaneo.
La riproduzione è l’unica fra le azioni umane in
cui i due sessi richiedano l’uno la presenza dell’altro.
Quindi la sessualità fra un uomo e una donna andrebbe
incoraggiata, perché il sesso indirizzato alla riproduzione
ha una funzione unica e insostituibile. Invece, se si facesse
strada l’idea che il matrimonio è la registrazione
dell’unione fra due persone basata sulla soddisfazione
dei sensi, non ci sarebbe modo per la società di distinguere
fra le attività sessuali che sono utili per la società
e quelle che sono pericolose.
Che è proprio quanto contestano i sostenitori del matrimonio
fra omosessuali: che la società possa stabilire che alcune
attività sessuali sono cattive o pericolose in sé.
Be’, Giovanni e Andrea sono più tranquilli, ma
a me rimane il dubbio: è giusto, è socialmente
utile consentire a una coppia gay o a una lesbica di sposarsi?
Antonio Caronia.
DemoKino - Virtual Biopolitical Parliament - Same Sex Marriage.